...DUE PAROLE PER CAPIRE CHI SONO... Come molti tastieristi-pianisti,
insieme alla crescita sullo strumento, ho sempre avuto
attrazione per la composizione e l’ arrangiamento, quindi
la mia attivita’ artistica e’ sempre andata su due strade
parallele e in relazione tra loro…l’ attivita’ “live” e
quella di arrangiatore, compositore e di conseguenza
programmatore. Sono cresciuto ascoltando tanti
tipi di musica, in una casa dove la musica gia’ aveva un
ruolo importante, le prime note le ho fatte da autodidatta
suonando ore e ore dietro ai cd e alle cassette con la mia
prima tastiera, una
siel lx 49, che mi regalo’
mio papà Gabriele per Natale. Verso la
fine delle scuole superiori ho cominciato a capire che la musica sarebbe stata una parte
importante della mia vita, gia’ lo era, ma avevo la
convinzione che dopo il diploma avrei pensato solo a suonare
e a crescere musicalmente, da li ad iniziare un periodo
intenso di studio e di apprendimento e’ passato poco tempo, sono andato a scuola sia di musica classica che di
Jazz ed effettivamente passavo molte ore del giorno a
studiare, riuscendo a portare anche
qualche soldino a casa con le prime serate, cosi, senza rendermene piu’ di tanto
conto…ho iniziato a vivere di musica! Oggi ci sono molti modi di
ascoltare musica e di recepire nuovi stimoli musicali,
quando ero piu’ piccolo ancora regnavano sovrani i cd, i
dischi purtroppo aevano iniziato il loro declino prendendo
la strada della "nicchia". Quelli che
mi ricordo con maggior piacere e sui quali ho iniziato a
“smanettare” sono stati Oro Incenso e Birra
di
Zucchero,
Fronte del Palco Live di
Vasco Rossi,
Bring on the nigth di
Sting
(il mitico solo di
Kenny Kirkland
…no?),
The seventh one dei
ToTo,
Sowing the seeds of love dei
Tears for Fears, questi solo alcuni dei tanti... Poco più
che ventenne ho conosciuto il disco che
ha scombussolato del tutto il mio mondo musicale, tirando fuori la mia vena
“black” e facendomi innamorare di
questa musica, sto parlando di “Tribes
Vibes and Scribes” degli
Incognito, credo ancora oggi un mito per molti. E’ iniziata
cosi la mia crescita a “pane e acid jazz” con i primi cd sui
quali passavo tanto tanto tanto
tempo a imparare i brani., studiare le
armonie, trovare i suoni… e poi? beh, poi sono arrivati in
ordine sparso Stevie Wonder,
Jamiroquai,
Earth Wind & Fire,
Marvin Gaye,
Prince
e tanta altra musica black, funk..soul.....jazz..... Oggi l’
evoluzione di quei mondi ha portato alle sonorita’ cosiddette “nu-soul” di
Erika Badu,
Jill Scott,
Joss Stone,
Alicia Keys,
D’Angelo
e molti altri, dalle
quali sono totalmente “preso” perche’ a mio avviso sono un
equilibrato connubio di groove, armonia, “sound” oltre che
pura passione e divertimento! La musica italiana? beh…ci sono
tante cose belle, mi piace la musica di
Fabio Concato,
i testi di
De Andre’ e di
Gaber,
la musicalita’ di
Alex Britti, i suoni dei
Subsonica, il talento indiscusso di
Elisa, la voce di
Giorgia, i “vecchi dischi” di
Pino Daniele,
Sergio Caputo,
Nino Buonocore. Sia per "necessità" che
per “piacere” ho sempre suonato diversi generi musicali, dal
pop piu’ cantautorale, al jazz, funky, soul, latin, dance,
reggae e cosi via, questo mi ha portato negli anni a
sviluppare un’ ottima versatilita’ stilistica e una buona
velocita’ nell’ imparare nuovi brani musicali e inserirmi in
nuove situazioni….
Non mi fraintendete, la “necessita’” per quello che mi
riguarda si e’ quasi sempre trasformata in “piacere”, sono
dell’ opinione che non si finisce mai di imparare e anche
dalle situazioni apparentemente piu’ banali si puo’ trarre insegnamento
e esperienza, sta’a noi porsi nel giusto modo, comunque, chi
vive di questo mestiere, soprattutto in Italia, sa bene cosa
intendo e cosa vuol dire “necessità”.